Oggi vorrei parlarvi di una bella iniziativa che si chiama One Laptop Per Child e di come la citta' di Firenze abbia deciso di aderire al progetto.
Ma che cos'e' sta storia del One Laptop Per Child? Vediamo un po' di che cosa si tratta. L'idea e' semplice nella sua genialita': creare un computer portatile dal costo ridottissimo da essere usato come strumento educativo nei paesi del terzo mondo (ma anche da noi...).
Questi portatili sono una cosa incredibile!
Io personalemente ne ho avuto uno fra le mani un po' di tempo fa' , grazie a un mio amico che ci lavorava su e vi assicuro che e' veramente ben fatto. Questi laptop sono piccoli e resistenti, pensati per essere trasportati avanti e indietro da bambini, pensate che rivoluzione: invece di portarsi dietro i libri ci si porta solo questo giocattolino che contiene tutto il necessario!
Tutti sono dotati di connettivita' wireless e possono essere autoconfigurati in rete mesh (!), il che vuol dire che basta accenderlo e rileva automaticamente altri computer simili attorno, creando di fatto una piccola rete wireless locale. Il display ha una funzione per cambiare il contrasto in maniera tale da risultare leggibile anche all'aperto e, per completare, c'e' pure una manovella per ricaricare la batteria, cosi' da essere dipendenti da una fornitura elettrica che non e' detto che ci sia.
E' chiaro che uno strumento come questo sia di fondamentale importanza per la riduzione del digital divide in paesi in via di sviluppo, ma anche di staordinaria importanza nel promuovere e dimostrare le possibilita' offerte dal mezzo informatico nel campo educativo. Nell'era digitale e' assurdo pensare che si possa ancora fare educazione con i metodi classici. Primi fra tutti se ne devono andare i libri cartacei, in favore di dispositivi di lettura portatili che possono da soli contenere tutta la conoscenza del mondo. E poi libri open source, dove la conoscenza possa essere passata di generazione in generazione in maniera piu' semplice e completa. Basta con le cartelle piene di "alberi ammazzati" pesantissimi ai ragazzini delle elementari, e basta con la mafia del libro nuova edizione delle superiori, che ti costringe ad un salasso ad ogni inizio di anno scolastico.
Un primo passo in questa direzione lo ha fatto il comune di Firenze, che ha deciso di aderire all'iniziativa OLPC e di acquistare 15.000 di questi computer. Inoltre il progetto lavora secondo la policy get one, give one, ossia quando ne compri uno automaticamente ne regali uno ad un bambino del terzo mondo, che bella idea!
Il prezzo? una minchiata! 200 dollari + IVA. (con quello che vale il dollaro oggi poi...)
Ma che cos'e' sta storia del One Laptop Per Child? Vediamo un po' di che cosa si tratta. L'idea e' semplice nella sua genialita': creare un computer portatile dal costo ridottissimo da essere usato come strumento educativo nei paesi del terzo mondo (ma anche da noi...).
Questi portatili sono una cosa incredibile!
Io personalemente ne ho avuto uno fra le mani un po' di tempo fa' , grazie a un mio amico che ci lavorava su e vi assicuro che e' veramente ben fatto. Questi laptop sono piccoli e resistenti, pensati per essere trasportati avanti e indietro da bambini, pensate che rivoluzione: invece di portarsi dietro i libri ci si porta solo questo giocattolino che contiene tutto il necessario!
Tutti sono dotati di connettivita' wireless e possono essere autoconfigurati in rete mesh (!), il che vuol dire che basta accenderlo e rileva automaticamente altri computer simili attorno, creando di fatto una piccola rete wireless locale. Il display ha una funzione per cambiare il contrasto in maniera tale da risultare leggibile anche all'aperto e, per completare, c'e' pure una manovella per ricaricare la batteria, cosi' da essere dipendenti da una fornitura elettrica che non e' detto che ci sia.
E' chiaro che uno strumento come questo sia di fondamentale importanza per la riduzione del digital divide in paesi in via di sviluppo, ma anche di staordinaria importanza nel promuovere e dimostrare le possibilita' offerte dal mezzo informatico nel campo educativo. Nell'era digitale e' assurdo pensare che si possa ancora fare educazione con i metodi classici. Primi fra tutti se ne devono andare i libri cartacei, in favore di dispositivi di lettura portatili che possono da soli contenere tutta la conoscenza del mondo. E poi libri open source, dove la conoscenza possa essere passata di generazione in generazione in maniera piu' semplice e completa. Basta con le cartelle piene di "alberi ammazzati" pesantissimi ai ragazzini delle elementari, e basta con la mafia del libro nuova edizione delle superiori, che ti costringe ad un salasso ad ogni inizio di anno scolastico.
Un primo passo in questa direzione lo ha fatto il comune di Firenze, che ha deciso di aderire all'iniziativa OLPC e di acquistare 15.000 di questi computer. Inoltre il progetto lavora secondo la policy get one, give one, ossia quando ne compri uno automaticamente ne regali uno ad un bambino del terzo mondo, che bella idea!
Il prezzo? una minchiata! 200 dollari + IVA. (con quello che vale il dollaro oggi poi...)

1 comment:
vecio continua a scrivare!
Post a Comment